I.N.M.A.C.I.

Istituto Nazionale per la Mobilità Autonoma di Ciechi ed Ipovedenti
Fondato da Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti APS-ETS e Associazione Disabili Visivi APS-ETS.

PRINCIPIO DELLA SEMPLIFICAZIONE DELLE MAPPE DI PERCORSO

A seguito di quesiti che sono stati rivolti all'INMACI, riteniamo opportuno approfondire alcuni concetti e spiegare le ragioni che stanno alla base di alcune regole dettate per le rappresentazioni a rilievo, in modo che la loro applicazione sia più consapevole e che quindi gli scopi siano meglio perseguiti.

Le mappe a rilievo si possono distinguere in mappe di percorso e mappe di luogo. Le prime hanno come scopo essenziale la descrizione del percorso che un non vedente può seguire per raggiungere determinate destinazioni. Le mappe di luogo servono a dare al cieco un'idea della conformazione dell'ambiente costruito o naturale in cui si trova. Informazioni di carattere geografico, naturalistico o storico vanno scritte a rilievo su "tavole tattili" e non sulle "mappe".

Nelle mappe di percorso non si può derogare dalla regola ferrea della semplificazione: non vi devono essere rappresentati se non gli elementi fisici che costituiscono riferimenti tattili (es. un muro che forma guida naturale) o mete alle quali il cieco può giungere (locali serviti dal percorso tattile, piazzole del percorso naturalistico, panchine su cui può sedersi, tettoie sotto le quali si può riparare).

Mentre con uno sguardo si può cogliere in un secondo un intero plastico di un parco naturale, per prenderne conoscenza con le dita, se si tratta di una tavola di cm 40x70, ossia di 2.800 cmq, il dito indice, che rappresenta quello che per l'occhio è la macula centrale, cioè lo strumento per la visione particolareggiata, impiegherà almeno 2400 secondi (ben 40 minuti) a toccarla tutta, a meno che non vi siano molti spazi senza alcun rilievo, sui quali il dito passa senza fermarsi.

Ecco il perché le mappe di percorso non devono contenere particolari a rilievo che non siano quelli strettamente necessari ad indicare il percorso da seguire e le mete che si possono raggiungere, non le zone circostanti che non sono raggiungibili fisicamente, ma solo con lo sguardo. Nulla però impedisce che anche in una mappa di percorso sia riprodotto l'ambiente circostante (colline, fiumi, vallate), purché lo siano soltanto in disegno, senza alcun rilievo che implichi un riconoscimento tattile e una memorizzazione.

Le mappe di luogo, invece, devono essere realizzate laddove il loro scopo sia proprio quello di far conoscere in tal modo la disposizione dei vari elementi, la forma del locale o la composizione dell'ambiente naturale. Così, in una palestra non vi saranno piste tattili che conducono ai vari attrezzi, ma una rappresentazione completa dell'andamento regolare o irregolare delle pareti e la disposizione, lungo di esse o a distanza, dei vari attrezzi. In una chiesa, per farne comprendere la complessità e l'articolazione, la mappa di luogo riprodurrà tutte le cappelle laterali con la loro forma e dimensione, anche se non sono aperte al pubblico, il transetto e l'altare maggiore, per consentire al cieco di formarsi un'immagine mentale della struttura. In un sentiero naturalistico, le mappe di luogo, oltre a mostrare sommariamente, magari con una semplice linea punteggiata, lo svolgimento più o meno tortuoso di esso, dovranno indicare anche la presenza di elementi del tutto irraggiungibili, come un lago o una catena di monti, per consentire al non vedente di immedesimarsi nell'ambiente e di riempire con l'immaginazione il vuoto lasciato dalla mancanza di immagini.

Tuttavia, se non si tratta di un plastico tridimensionale, si potranno indicare le zone più elevate, i boschi o i laghi solo mediante differenti campiture e con numeri in braille e in nero posti in spazi lasciati liberi dalle campiture e riportati in legenda.

Naturalmente nulla osta a che al di sotto dei rilievi siano realizzati disegni per le persone normovedenti.

Al di fuori di un utilizzo scolastico, sono da escludere fra i rilievi le varie curve di livello che, in mancanza di una preparazione specifica, sarebbero causa di confusione e di equivoci. È invece possibile che la campitura abbia come confine una curva di livello elevata che rechi al suo culmine un numero riportato in legenda come ad es. "quota 1352".

Nei percorsi naturalistici possono essere necessarie descrizioni lunghe e dettagliate, magari corredate da profili di animali o di piante. Tali descrizioni non vanno poste su "mappe tattili", ma su "tavole tattili", che recano soltanto scritte in braille e in caratteri alfabetici a rilievo e i profili di cui sopra.

IL FONDAMENTO TIFLOLOGICO DELLA NECESSITÀ DELLA SEMPLIFICAZIONE DELLE RIPRODUZIONI A RILIEVO

Il basilare principio che deve improntare le realizzazioni destinate ad essere interpretate con il senso del tatto è quello della massima semplificazione delle indicazioni a rilievo. Esse devono essere soltanto quelle assolutamente indispensabili per la comprensione dello sviluppo del percorso da seguire e delle destinazioni da raggiungere, con esclusione tassativa di tutte le altre indicazioni di elementi topografici o architettonici che non si trovino a distanza di braccio dal disabile visivo che percorre la pista tattile e che quindi possano interferire con il suo movimento. Tali indicazioni non sono soltanto superflue, ma gravemente dannose, dato che distolgono l'attenzione dalla percezione degli elementi veramente essenziali sui quali il non vedente si deve concentrare e che deve poter isolare rapidamente e memorizzare. Infatti, a differenza della vista, che consente la visione d'insieme, il tatto necessita di una esplorazione centimetro per centimetro, per cui ogni segno non essenziale comporta un aggravamento del peso mnemonico necessario per crearsi l'immagine mentale della zona. Tutte le indicazioni non essenziali, come muri perimetrali o elementi architettonici che il non vedente non è interessato a raggiungere, possono e devono essere rappresentati in modo distinguibile alla vista, potendo comunque essere utili ai normovedenti, ma devono essere impercettibili al tatto.

Tutte le zone non direttamente interessanti per il movimento del non vedente devono essere totalmente lisce, dato che questo tipo di spazio vuoto è istantaneamente percepito come tale. Sono da escludersi campiture a rilievo di zone che non siano di diretto interesse per il cieco, che lo indurrebbero ad esplorarle centimetro per centimetro alla ricerca di eventuali simboli, facendogli perdere tempo e ostacolando la memorizzazione degli elementi essenziali per il suo orientamento.

Anche la Norma UNI 8207, nell'Appendice A, Criteri costruttivi, stabilisce che "Il contenuto della mappa deve essere il più semplificato possibile ed utilizzare elementi strettamente indispensabili.".

Le mappe tattili che non rispondano a tutti i requisiti indicati nel disciplinare INMACI e nelle tabelle allegate (per ciò che riguarda simboli o singoli caratteri), nonché alle misure stabilite nella Norma UNI 8207 (per ciò che concerne le scritte), non possono considerarsi idonee a consentire "l'orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo" a non vedenti ed ipovedenti e quindi il loro impiego non ottempera alla prescrizione dell'Art. 1.2 lettera c) del D.P.R. 24 luglio 1996 n. 503 o dell'Art. 2.A), lettera c) del D.M. 14 giugno 1989 n. 236 e non consentono quindi il superamento delle barriere percettive.

Le mappe non idonee, oltre ad essere inutili, inficiano anche l'efficacia del percorso tattile e impediscono che la struttura sia da considerarsi accessibile.

In conclusione, le mappe di percorso non devono mai essere più grandi di quanto sia necessario per contenere gli elementi essenziali di cui sopra, eventualmente anche accorciando fuori scala un percorso tutto dritto e senza varianti, magari intercalando una serie di puntini, per far capire che si è tagliata una parte non significativa del percorso tattile.

Una eventuale mappa di luogo, realizzata come sopra indicato, sarà sicuramente un completamento molto significativo per il godimento del sito, ma non fa parte integrante del sistema che deve garantire l'orientamento e la sicurezza del non vedente.

I messaggi vocali, ancora più delle mappe o tavole di luogo, forniranno una esauriente descrizione dell'ambiente che completerà la fruizione culturale del sito.